In ottemperanza al Decreto n. 24/2023 Whistleblowing in materia di protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione Europea e delle disposizioni normative nazionali, Atena S.p.A. ha istituito la procedura “pro120” per la presentazione e gestione delle segnalazioni e ha adottato la “Piattaforma Whistleblowing” per consentire la presentazione delle stesse, anche in forma anonima, nel pieno rispetto dei diritti di riservatezza e privacy previsti.

La procedura che regolamenta la gestione delle segnalazioni è disponibile al seguente link:

https://www.atena-it.com/newrelease/wp-content/uploads/2024/01/PRO121-Whistleblowing-Atena.pdf

oltre ad essere affissa in forma cartacea nella hall di ingresso.
Si raccomanda di prendere visione del documento prima di procedere con la segnalazione, al fine di potersi avvalere di tutte le tutele previste.

Come funziona la piattaforma?

Dopo avere cliccato sul link: https://areariservata.mygovernance.it/#!/WB/Atena

seguire gli step di compilazione preimpostati.

Al momento della compilazione del form di raccolta informazioni, il segnalante può decidere di comunicare con il gestore delle segnalazioni in modo anonimo oppure identificandosi.

In fase di invio della segnalazione, la piattaforma WB fornisce a video al segnalante un codice a 16 cifre, che consentirà di monitorare la segnalazione presentata, verificarne lo stato, ottenere informazioni sull’esito e comunicare con il gestore delle segnalazioni.

Si raccomanda al segnalante di conservare in luogo sicuro il codice a 16 cifre di identificazione della segnalazione, con il quale accedere al portale per verificare lo status della segnalazione e visionare le notifiche e le risposte del gestore.

Come funziona il processo di gestione delle Segnalazioni?

FAQ

Chi può effettuare la segnalazione?

Possono effettuare la segnalazione:

  • Lavoratori subordinati (anche a tempo determinato e apprendisti),
  • Lavoratori «somministrati» assunti tramite agenzia,
  • Lavoratori autonomi occasionali,
  • Tutti i lavoratori autonomi ex art. 2222 c.c.,
  • co.co.co. collaboratori coordinati e continuativi,
  • Stagisti, volontari, tirocinanti presso la società,
  • Soggetti con funzioni di amministrazione, direzione, controllo, vigilanza e rappresentanza (anche di fatto) dell’ente,
  • Azionisti,
  • Fornitori,
  • Liberi professionisti o consulenti della società.

Come effettuare una segnalazione?

Le segnalazioni possono essere effettuate attraverso i canali interni tramite:

  • Piattaforma (forma anonima),
  • Raccomandata (forma non-anonima),
  • Incontro diretto con il gestore e/o il datore di lavoro (forma non-anonima).

 

Maggiori informazioni sulle modalità di presentazione delle segnalazioni tramite canali interni sono riportate nella procedura “pro120”adottata da Atena.

Utilizzo di canali esterni:

In assenza di canali interni, in mancanza di riscontro entro 3 mesi dalla segnalazione, in ipotesi di conflitto di interessi, in caso di pericolo per la sicurezza pubblica, è possibile rivolgersi all’autorità giudiziaria, all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) o divulgare pubblicamente la notizia tramite i media.

Informazioni sulla legittimità delle segnalazioni, nonché indicazioni di dettaglio sulle modalità di presentazione delle stesse tramite canali esterni, sono precisate nel Decreto n. 24/2023 a cui si rimanda.

Come scrivere la segnalazione?

Al fine di dare efficacia alla segnalazione, è necessario fornire circostanze di luogo e di tempo identificando gli attori diretti della condotta che si vuole segnalare, nonché le persone coinvolte e/o a conoscenza dei fatti. Il compito di vigilanza resta in capo al datore di lavoro e al gestore delle segnalazioni.

Non si richiede al segnalante di effettuare alcun tipo di indagine per accertare eventuali illeciti sul posto di lavoro. La raccolta illecita di informazioni può essere sanzionata anche disciplinarmente.

Il segnalante è tenuto solamente a descrivere i fatti ai quali ha assistito, lasciando le indagini ai soggetti incaricati.

Quali sono le tutele per il segnalante?

Divieto di ritorsione, obbligo di segretezza dell’identità dei segnalanti e tutela della privacy.

A tutela del segnalante, la normativa Whistleblowing prevede specifiche misure di protezione atte a rendere effettivo il divieto di ritorsione. Accanto all’ordinaria tutela dei dati personali, sono inoltre previsti specifici obblighi di riservatezza che vanno dalla segretezza dell’identità dei segnalanti, ai limiti temporali di conservazione legittima dei dati degli stessi.

Le tutele sono garantite sia al segnalante anonimo, sia al segnalante che ha deciso di rivelare la propria identità al gestore o al datore di lavoro, i quali sono tenuti alla riservatezza in assenza di esplicito consenso.

Quali condotte POSSONO ESSERE OGGETTO di segnalazione ai sensi della normativa Whistleblowing?

Ai sensi del Whistleblowing possono essere oggetto di segnalazione condotte delle quali il segnalante sia venuto a conoscenza nell’ambito del proprio contesto lavorativo che violano la normativa Europea e nazionale (civile, penale e amministrativa) e possono arrecare danno all’azienda anche reputazionale ledendone l’integrità.

 

Alcuni esempi:

  • corruzione di pubblico ufficiale commessa da un lavoratore nello svolgimento della sua mansione lavorativa per Atena S.p.A.;
  • violazioni in materia di igiene e sicurezza sul posto di lavoro, come l’omessa adozione di DPI;
  • reati ambientali come, a titolo esemplificativo, avvelenamento di acque e sostanze alimentari, inquinamento ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, omessa bonifica;
  • molestie sessuali sul luogo di lavoro;
  • diatribe tra persone che sfociano in lesioni gravi a persone, in danni rilevati ai beni aziendali come mezzi di trasporto, macchinari e attrezzature;
  • atti di violenza fisica o verbale che, avvenendo in presenza di soggetti terzi come clienti, fornitori, liberi professionisti, arrecano un danno reputazionale.

Quali condotte NON POSSONO ESSERE OGGETTO di segnalazione ai sensi della normativa Whistleblowing?

Non sono oggetto di segnalazione, ai sensi della normativa Whistleblowing, quelle condotte che riguardano il singolo rapporto di lavoro tra lavoratore e azienda, ad esempio asseriti demansionamenti, mobbing, spettanze retributive, rivendicazione di qualifiche superiori, controversie tra colleghi che non hanno causato lesioni a persone o danni rilevati ai beni aziendali e avvenute in assenza soggetti terzi come fornitori, clienti, ecc.

Tutte queste fattispecie sono di competenza dell’ufficio personale, a cui ci si può rivolgere direttamente.

Chi riceve le segnalazioni?

Il Gestore è la figura incaricata dal datore di lavoro a ricevere le segnalazioni, verificarne la rilevanza e la fondatezza e, se necessario, compiere attività istruttoria dando riscontro al segnalante.

Il nominativo della persona incaricata è indicato nel regolamento Whistleblowing adottato dall’azienda.

In ipotesi di conflitto di interesse, ad esempio nel caso in cui il gestore sia oggetto della segnalazione, il segnalante può rivolgersi direttamente al datore di lavoro tramite gli altri canali interni o all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione).